Delfino cinelli
L' opera
Il libro, che sottopongo alla benevola attenzione dei lettori, vuole essere un contributo significativo tendente a colmare - è la speranza caldamente nutrita dai voti dello scrivente - in modo chiaro e deciso, un vuoto che, per oltre mezzo secolo, ha segnato in negativo la letteratura italiana e (cosa ancora più imperdonabile ) quella toscana del Novecento. Esso, con questo intento dichiarato si è cosi' voluto far carico di riproporre l' opera meritevole e multiforme di uno scrittore, il cui unico torto può essere soltanto quello di avere esercitato il proprio "mestiere" durante il Ventennio fascista, senza essere sorretto da una deliberata volontà di distinguersi, attraverso un' aperta e risoluta opposizione a quel regime.
Nell' esposizione, relativa agli scritti dell' autore toscano - contraddistinti tutti dal bisogno di attenersi ad un principio inderogabile, avvertito come parte di un fondamento morale che appartiene, in senso anche più lato, al Cinelli - appare chiaramente che alla base di essi è un' esperienza di vita direttamente vissuta dal romanziere, e rivisitata da lui attraverso il ricorso, libero e immediato, alla rimembranza che stende, dopo averle depurate dalle scorie della passione più accesa e incalzante, un velo di lirismo sulle vicende del passato. Un' opera, dunque, profondamente autobiografica, da inserire nel contesto di quella letteratura realistica del Novecento che raccoglie, convinta di essere nel giusto, i resti di un verismo ormai trascorso; e la medesima realtà che da quell' atto scaturisce, sottopone all' accettazione di parte delle istanze che si vanno imponendo nel corso di quegli anni, nei quali un comune disorientamento, che appartiene ad ogni passaggio da un' epoca all' altra, impegna severamente le coscienze.
La monografia - frutto di una ricerca lunga faticosa e impegnativa che, attraverso i frequenti " richiami " a concetti simili o uguali, esposti dallo scrittore in differenti contesti, rivela facilmente la meticolosità con la quale è stata condotta l' indagine stessa - il ricercatore ha ritenuto, proprio in virtù della sostanza diversa delle opere trattate, di dover suddividere, secondo un definito criterio, prescindendo da un ordine cronologico di composizione, in parti omogenee e tra loro distinte, suggerite dai contenuti in essi presenti. Nell' ordine, in questo modo, vengono presentate le varie opere dello scrittore, dalle minori fino a quelle più importanti che appartengono, secondo un giudizio personale, alla narrativa vera e propria (racconti e romanzi). Anche se il lirismo frequente di Mio Padre e il grande impegno del saggio su Tolstoi non possono, in alcuna maniera, definirsi degni di relativa o addirittura modesta considerazione.
A chiusura di questa rapida presentazione del lavoro, un ringraziamento doveroso deve essere rivolto qui alla figlia dello scrittore, contessa Federica Piccolomini, che è stata di conforto in ogni occasione ed ha onorato lo scrivente del proprio sostegno, durante la gravosa fatica che lo ha seriamente a lungo impegnato. Con la sua ininterrotta disponibilità, la Piccolomini ha reso possibile questa monografia. La quale inoltre - anche se ormai ultimata - ha potuto avvalersi di un esame, sia pure estremamente frettoloso, del ragguardevole "materiale" relativo alla produzione dell'autore toscano, scoperto recentemente in un armadio, nel castello di Spannocchia, e messo gentilmente a disposizione dalla nipote del Cinelli, Francesca Stratton e dal marito di lei. Anche a loro spetta tanta riconoscenza e la gratitudine più sentita per la cordiale ospitalità offerta, consentendo al ricercatore di "rivedere" Castiglion e, con esso, luoghi e parvenze di personaggi conosciuti nel corso dei suoi incontri con gli stessi,
avvenuti fra le pagine dell' opera cinelliana.
Chi scrive ha sotto gli occhi una Letteratura delle Regioni, nella quale la Toscana è affidata a Cinzia Incanti: e bene, neanche un cenno la studiosa ha ritenuto di dover riservare all'opera dello scrittore di Signa!
Ciò ha comportato alcune "correzioni terminali" in ordine di tempo e necessariamente sbrigative, le quali - proprio per questo - non hanno alterato il commento generale né la distribuzione cronologica degli scritti dell'autore, all'interno di questa ricerca. Ad esempio, ove si eccettui La balia, Purgatorio rimane l'ultimo dei racconti analizzati, nonostante la sua precedente uscita, ignorata dallo scrivente al tempo della relativa analisi. Per altro verso, in maschera, a proposito delle Commedie, resta l' "ultima" opera teatrale dello scrittore in quanto la presente monografia si basa essenzialmente, quando non esclusivamente sull'opera "conosciuta" del Cinelli: la stessa che viene registrata, nella parte finale di questo libro, nello spazio riservato alla bibliografia - per cosi' dire - "ufficiale", che riguarda l' autore.
Allo scopo di agevolare chi legge questa monografia, gli scritti dell' autore di Signa sono accompagnati liberamente (senza cioè alcuna dipendenza nei confronti di una schema fisso) da sintesi più o meno rapide.
Qualche volta esse precedono il commento ( la Trappola, .) talora invece sono inserite nel testo durante l' analisi ( Castiglion,. ), più spesso trovano la loro collocazione nelle note ( Calafuria,. ).
Si tenga ancora presente che alcuni capitoli ( Castiglion, etc, ) sono stati concepiti come articoli, destinati a riviste, e successivamente inseriti, più o meno integralmente, nel libro. Ciò può causare la presenza di qualche ripetizione nel testo, in modo più facile a proposito della bibliografia.
DATI EDITORIALI
Carlo Campi editore
Via S. sardelli, 56/ San Gimignano
Poggibonsi (SI)
Ottobre 2005
ISBN 8888482385