Ho voluto sottoporre all' attenzione ed alla benevolenza di quanti sono interessati alle Lettere alcune impressioni, in me suscitate dalla lettura dei testi, e che li' per li' sono andato annotando, lungo la mia non più verde carriera di docente, su fogli sparsi, i quali in parte, a caso rovistando tra il coacervo di carte disordinate, a distanza di anni ho riscoperti.
Sia ben chiaro che non ho la pretesa di imporre le conclusioni, neanche vi si scopre l'ardire di esprimere un giudizio definitivo, il quale - si sa - è sempre un risultato congiunto, strettamente, ad un metodo e ad una sensibilità che appartengono al singolo e, perciò stesso, non necessariamente raditi od accettabili. Parrà subito chiaro che le osservazioni fatte spesso non tengono conto della critica ufficiale: a volte la ignorano, talora ad essa si contrappongono. Ma tanto, mi voglio illudere, al fine di suscitare qualche discussione che possa apportare un contributo al chiarimento di certe problematiche. Fra le annotazioni di letteratura italiana e latina, si trovano due traduzioni in esametri dal Petrarca latino, nella convinzione che una versione poetica debba conservare le sue originarie caratteristiche.
Segue infine un' appendice che contiene alcune riflessioni - di assoluto rilievo quelle su Racine - di Letteratura inglese e francese.
Tali considerazioni appartengono a mia figlia, che muove i primi passi lungo il difficile, ma sempre appassionante, cammino dell' interpretazione critica.
Per quanto mi riguarda direttamente, ho inteso, per lo più, essere sintetico allo scopo di non tediare il lettore, con il quale mi scuso in anticipo se, prestando immeritata attenzione, gli ho sottratto del tempo prezioso.
DATI EDITORIALI
Finito di stampare nel mese
di dicembre 1994
da Arte Tipografica R. Volpe
- Pinetamare