Vie della memoria
Letture e proposte
Queste letture e le interpretazioni da esse scaturite, a cause degli aspetti particolari presi in esame - quand' anche vi si rinvenga, collocato in nota per comodità di chi legge, un qualche rapido cenno extra-vangante rispetto ai temi affrontati ed ai peculiari interessi perseguiti - non intendono fornire degli autori un quadro completo, che esula chiaramente dalle finalità di questo lavoro, ma solo chiarire - dal punto di vista di chi scrive - alcune importanti problematiche letterarie, oggetto della ricerca: dal senso della giustizia e della pietà nell' Inferno dantesco, o dal ritegno della purgatoriale Pia, all' amore, sofferto o inteso come puro gioco, nella poesia di Gozzano; da certo classicismo del Pascoli (anima o abito esteriore della sua poesia) alla fine prevedibile - come si può dedurre da una lettura meticolosa de il mestiere di vivere più che dalle opere - di Cesare Pavese; il cui ultimo romanzo, che precedeva il suicidio dello scrittore piemontese, e presentato in una chiave di lettura di totale crollo di ogni ideale ed impegno: su quelli del romanziere e poeta avevano preso il sopravvento i problemi dell' uomo, del resto sempre in armonia con i primi al punto di far risultare l'opera di Pavese come una delle più autobiografiche, per l' insistenza della confessione in essa presente. Un articolo sulla morte dell'<<ultimo Gattopardo>> di Giuseppe Tomasi, che evidenzia, accanto al tema della rimembranza, la funzione della natura nel romanzo e il rapporto di essa con il personaggio, chiude la serie di studi presenti nel libro.
Fra le letture, rilevante - ma solo per una questione di voluta dimenticanza, da parte della critica militante - è quella della narrativa di Cinelli, un romanziere toscano al quale va addebitato il solo torto di avere svolto la sua attività letteraria nell' epoca del Ventennio, senza avere avuto mai l' ardire di porsi in una posizione di rottura nei confronti del regime fascista. Da qui, verso Cinelli, una congiura del silenzio, a mio avviso, affatto immeritata: soprattutto se si valutano talune rapide fortune, consacrate finanche dai testi scolastici.
Una congiura, si diceva la quale nasce - e questo è il peggio ! - non già da un giudizio critico motivato, ma da un ostinato rifiuto di leggerne l'opera, alla quale chi scrive si è accostato parecchi lustri addietro e attraverso edizioni ingiallite dal tempo, mai più in seguito rinnovate per essere riproposte al pubblico.
Ritornando al carattere più in generale di questo studio, è superfluo chiarire che le proposte sono appunto tali; quindi, esse escludono a priori ogni assurda presunzione di ritenere chiuso un discorso che, al contrario, va sempre alimentato con il tramite di contributi ed interventi, al fine di analizzare certe realtà e venirne a capo, da ogni possibile angolazione. L' applicazione di un metodo può privilegiare di più uno strumento al posto di un altro; pure, per quando riguarda gli esiti di questo scritto, non è difficile notare - restando forse il più adatto ai fini di una valutazione dell' opera artistica - che a quello della funzionalità si è prestata, nella generalità dei casi, la maggiore attenzione per un puro fatto dettato da una soggettiva determinazione di priorità e valenza.
Una breve antologia critica, finalizzata a chiarire meglio o completare gli studi in precedenza esposti, è collocata nella parte terminale del libro.
Novembre, 1998
DATI EDITORIALI
Editoriale progetto 2000
Prima edizione, Cosenza, dicembre 2000
ISBN 88-8276-060-X
In copertina: Adriano Cecioni, La zia Erminia (1867)
Direttore editoriale: dott. Demetrio Guzzardi
Direttore artistico: arch. Albamaria Frontino