La Pesca

“U MARI E' CARAFUNI, A CHINI LEVA E A CHINI DUNA” Lo afferma anche questo antico detto popolare, che il mare può essere amico e nemico, specialmente per chi come il pescatore vive nel suo lavoro quotidiano. I pescatori si spingono a largo con le loro artigianali imbarcazioni in qualsiasi ora del giorno e della notte. Per pescare bisogna andare molto lontano con barche a motore molto potenti che costano sempre di più. Il porto di Cariati è un porticciolo turistico dove sono ormeggiate motopescherecci imbarcazioni da riporto ecc.
 Le reti usate dai motopescherecci sono chiamate a “strascico” e sono a forma di sacco tenute a fondo da piombi e allargate da due attrezzi chiamati “timoni divergenti” queste raschiano il fondo portando in superficie il pescato.    Per la pesca del pesce azzurro vengono utilizzate varie tipi di reti chiamate “ tonnara o ciangiolo ”. Per stendere la rete viene usata una barca più piccola che stende la rete a cerchio vicino la barca grande fino a formare un anello dopodiché la rete viene tirata a bordo dalla barca principale. 
La rete per la pesca del pesce azzurro sarde e sgombri e dei pesci di superficie viene usata particolarmente di notte. Per attirare i pesci vengono utilizzate le lampare che sono delle potenti luci direzionate in acqua, dopodiché delle barche più piccole dette pilotine buttano la rete e circondano il pesce tirandolo a bordo.  La rete usata per la sardellina viene chiamata “ u sciabbacheddu”, che è un sistema di pesca da terra costituito da una rete che viene stesa da una piccola imbarcazione che circonda uno spazio di mare con una rete a maglie fittissime per poi essere tirata dalla riva.  La rete detta “ rizzidda “ è una rete che si cala in fondo al mare dalla sera e poi si tira la mattina carica di: orate, spigole, cefali, occhiate, sparamazzi, seppie.
 Il “conzo” è un sistema di pesca costituito da una lenza lunghissima tenuta a galla da due galleggianti uno in testa e uno in coda ancorati al fondo. La lenza principale costituita da fili di lunghezza minore dette “frecciole” che scendono lungo il fondo del mare a cui sono attaccati gli ami con l'esca per attirare i pesci. Gli attrezzi per rammentare le reti usati dai pescatori. Il “ciuccio” è un sistema che serve per tirare le barche a riva con la forza delle braccia. 
Il progetto “ la pesca a Cariati ” è stato svolto dall'insegnante Enza De Maddis del 2° Circolo Didattico plesso “ G. Di Napoli ”. Cariati Marina Settembre 2005. |